Allerta meteo severa in Puglia Questa settimana le zone più a rischio e cosa davvero non dicono i bollettini

La Puglia torna sotto la lente del maltempo. Non è una sorpresa per chi vive qui, ma la sequenza degli eventi recenti ha qualcosa di diverso: non più solo pioggia e vento isolati, ma fenomeni che colpiscono luoghi simbolici e infrastrutture con una frequenza e un’intensità che stanno logorando la resilienza del territorio. In questo pezzo provo a spiegare dove è più pericoloso andare questa settimana e perché certe mappe di rischio non raccontano tutta la storia.

Il quadro ufficiale: allerta arancione per vento e mareggiate

La regione ha emesso un avviso di allerta arancione valido per il 17 febbraio 2026 con venti da forti a burrasca e mareggiate sulle coste esposte. Questo tipo di avviso indica una probabilità elevata di impatti significativi sulla viabilità, sulle strutture costiere e sulle attività portuali. Se siete davanti a una mappa colorata, l’allerta arancione fa un bel rumore visivo. Ma qui serve guardare oltre il colore.

Perché il vento è il fattore che silenziosamente sposta il rischio

Le mareggiate e il vento non sono solo problemi per chi vive vicino al mare. Le raffiche possono scoperchiare tetti, abbattere alberi, bloccare strade provinciali e creare onde anomale nei porti minori. In Puglia molte località costiere hanno infrastrutture progettate per un clima che sta cambiando. Il risultato è che episodi che un tempo avremmo catalogato come fastidiosi ora possono tradursi in danni strutturali e interruzioni dure a riparare.

Le aree più a rischio questa settimana

Non è una classifica basata su sensazioni. È il risultato di incrociare bollettini meteo, conformazione costiera e storia recente degli impatti. Ecco le aree che seguo con più attenzione.

Salento e coste di Adriatico orientale

Qui la combinazione di scogliere basse e promontori esposti rende le mareggiate particolarmente efficaci nel creare frange erosive. La recente caduta di un noto arco di roccia a Torre SantAndrea è un promemoria brutale: il paesaggio cambia in poche ore quando il mare alza la voce.

“Questo è un colpo al cuore della nostra costa e un campanello d allarme sullo stato della fascia costiera.” Maurizio Cisternino Sindaco di Melendugno.

La citazione del sindaco non è retorica locale. È una constatazione utile per chi lavora nella protezione civile e nel turismo. La ricaduta economica c è ma non è la parte più urgente: la priorità sono le dinamiche di instabilità dei dirupi e le strade che possono rimanere isolate per ore.

Gargano e bassa Murgia

Il promontorio del Gargano è esposto ai venti settentrionali che possono creare onde alte e correnti pericolose. La bassa Murgia, invece, patisce il vento non per mare ma per alberi e pali elettrici in zone già fragili dal punto di vista idrogeologico. In queste aree il rischio logistico è spesso sottovalutato: si salta una strada e interi territori si scollegano.

Area urbana di Bari e zone costiere del Barese

Bari e dintorni soffrono per la combinazione di traffico, infrastrutture vecchie e scarsa capacità di drenaggio in punti critici. Anche piogge moderate ma concentrate possono portare a impatti elevati quando si sommano a vento forte che impedisce gli interventi di emergenza.

La domanda che nessuno pone: chi paga il conto della ripetizione degli eventi?

Non è una domanda tecnica. È politica e sociale. Quando monumenti naturali crollano, quando una strada resta chiusa per giorni, chi programma la manutenzione? Chi decide quali interventi sono prioritari in una regione con risorse limitate? La risposta ufficiale è: protezione civile e amministrazioni locali. La risposta pratica è più amara: spesso si rincorrono i problemi invece di prevenirli.

“L evento non è ancora finito. Bisogna mantenere alta l attenzione sono momenti difficili.” Fabrizio Curcio Capo Dipartimento Protezione Civile.

La voce della Protezione Civile è rassicurante e insieme onesta: non c è magia che risolva il problema immediato. Serve coordinamento, e serve una lettura del rischio che non sia solo cartografica ma anche sociale: chi non può spostarsi come verrà aiutato?

Consigli pratici che ho raccolto sul territorio

Non sto proponendo un elenco freddo. Conosco paesi dove la gente parla di valige pronte e altri dove si pensa che se il vento passa basta restare a casa. La realtà è diversa a seconda della strada che percorrete ogni giorno. Date queste differenze e senza cadere nella trappola dei consigli clinici vi dico questo: monitorate le comunicazioni ufficiali dei sindaci e della Protezione Civile, evitate le passeggiate sulle scogliere esposte e ricordate che la viabilità secondaria può chiudersi più in fretta di quanto immaginiate.

Qualcosa che i bollettini non ti dicono

I bollettini ti dicono cosa aspettarti dal cielo e dal mare. Non ti dicono però come reagirà la comunità. Questo è importante: in alcuni centri piccoli la prima reazione è autorganizzarsi, in altri si aspetta l automa istituzionale. Entrambe le risposte hanno pregi e difetti. Il punto è riconoscere la propria responsabilità sociale senza trasformarla in allarmismo.

Qual è il rischio vero per il turismo e l economia locale?

La perdita simbolica di un sito come l arco di Torre SantAndrea è soprattutto simbolica ma non è il solo problema. Le chiusure di strade, il fermo dei servizi portuali e la paura diffusa possono rallentare la stagione turistica e danneggiare le filiere locali. È un effetto a catena che colpisce bar, ristoranti e attività commerciali. Qui la politica territoriale ha responsabilità concrete: pianificare la manutenzione delle coste e investire in soluzioni di adattamento non è marketing verde. È gestione del rischio economico.

Conclusione aperta

La Puglia non deve essere raccontata come una vittima inerte del clima ma nemmeno come una regione invincibile. C è spazio per scelte concrete e per una cultura della prevenzione che non scada nella paura. Questa settimana il rischio è elevato in molte aree costiere e interne esposte al vento. La raccomandazione rimane: ascoltare istituzioni locali e protezione civile e non sottovalutare segnali che in passato avremmo ignorato.

Tabella di sintesi

Elemento Situazione Impatto atteso
Allerta Allerta arancione 17 febbraio 2026 per vento e mareggiate. Venti forti burrasca mareggiate costiere.
Zone critiche Salento coste adriatiche Gargano bassa Murgia Bari e litorale barese. Erosione costiera chiusure stradali interruzioni servizi.
Effetti inattesi Caduta di formazioni rocciose scoperchi tetti isolamento di comunità Danni infrastrutturali e rallentamento economia locale.
Azione prioritaria Coordinamento protezione civile manutenzione preventiva. Riduzione dei tempi di intervento e mitigazione danni.

FAQ

Che cosa significa allerta arancione e quanto devo preoccuparmi?

L allerta arancione indica una probabilità elevata di fenomeni pericolosi con impatti significativi. Non è uno stato di emergenza massima ma richiede attenzione. Per i cittadini significa seguire aggiornamenti locali evitare spostamenti non necessari nelle ore peggiori e mettere in sicurezza oggetti che possono essere spostati dal vento.

Quali sono le strade o i luoghi che è meglio evitare in Puglia durante la fase di burrasca?

Le coste esposte alle mareggiate, le strade provinciali a ridosso delle scarpate e i sottopassi sono punti a rischio. È utile consultare i siti dei comuni per l elenco delle strade segnalate come soggette ad allagamento e attenersi ai divieti di circolazione che vengono emessi.

Come si collega il collasso dell arco di Torre SantAndrea a queste allerte?

Il crollo è stato accelerato da mareggiate e vento intensi recenti. Non è l unico caso di erosione costiera ma è un esempio visibile di come eventi estremi possano trasformare lentamente processo naturali in danni improvvisi. Serve ragionare su prevenzione conservazione e uso sostenibile del litorale.

Le allerte meteo sono affidabili e cambiano spesso?

Le previsioni migliorano ma rimangono incerte su scala locale. Le allerte tengono conto sia delle probabilità che degli impatti potenziali. Possono essere aggiornate frequentemente in base all evolversi delle condizioni meteorologiche. Per questo è utile seguire le fonti ufficiali e gli avvisi del proprio comune.

Cosa può fare la comunità locale oltre ad aspettare gli interventi istituzionali?

Le comunità possono organizzare sistemi di comunicazione fra vicini, aiutare persone più fragili a preparare un piano di emergenza locale e condividere informazioni verificate. L autorganizzazione responsabile riduce il carico sulle prime squadre di soccorso e accelera la risposta nei punti più critici.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

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