La notizia ha fatto il giro delle timeline scientifiche e dei gruppi di appassionati con la velocità con cui si diffonde un’immagine spettacolare di cielo notturno. Un segnale radio è stato rilevato provenire dalloggetto interstellare 3I ATLAS durante le osservazioni di fine 2025 e ha riacceso vecchi interrogativi sulle origini e sulla natura di questi visitatori. Non è il tipo di storia che si conclude in una riga di comunicato stampa: qui ci sono misure, interpretazioni diverse e, soprattutto, una tensione fra curiosità pubblica e prudenza accademica.
La scoperta tecnica e il primo sussulto
Nellottobre 2025 il radiotelescopio MeerKAT ha registrato linee radio di idrossile OH alle frequenze note di 1665 e 1667 MHz associate alla posizione di 3I ATLAS. Queste linee non sono rumore casuale ma transizioni note nella chimica cometaria: derivano da radicali OH prodotti dalla fotodissociazione dellacqua emessa dal nucleo. Seguono poi osservazioni successive che mostrano come il segnale passi da assorbimento a emissione, un comportamento coerente con modelli fisici di coma in evoluzione.
Perché molti hanno parlato di segnale piuttosto che di emissione naturale
Nel lessico giornalistico italiano il termine segnale porta con sé una carica di intenzionalità che non è neutrale. Tecnicamente un segnale è qualsiasi emissione rilevata da uno strumento; ma parlando al pubblico le parole contano e hanno alimentato ipotesi estreme. I dati effettivi, se letti con attenzione, suggeriscono una sorgente fisica naturale collegata alloutgassing, non una trasmissione modulata con finalità tecnologica. Questo non toglie che la scoperta rimanga interessante: è la prima volta che si cattura con chiarezza una firma radio di questo tipo da un visitatore interstellare.
We all would have been thrilled to find technosignatures coming from 3I ATLAS but theyre just not there. Finding no signals was the result we expected due to the significant evidence for 3I ATLAS being a comet with only natural features. Benjamin Jacobson Bell Lead researcher Department of Astronomy University of California Berkeley
Il controcanto scientifico e la linea dei controlli
Il programma Breakthrough Listen ha condotto osservazioni estese con il Green Bank Telescope coprendo 1 12 GHz. I numeri sono impressionanti: centinaia di migliaia di eventi candidati filtrati algoritmicamente, pochi residui sottoposti ad ispezione umana e tutti poi ricondotti a interferenze terrestri. Questo livello di dettaglio dà peso alla conclusione che non esistono prove di trasmissioni artificiali. Lo stato dellarte qui non elimina dubbi soggettivi ma impone realismo metodologico.
Non tutto è detto comunque
Io non mi accontento della nota di fine indagine come se fosse un fermo immagine. La scienza osservativa spesso avanza con omissioni apparenti: finestre osservative limitate frequenze non coperte o emissioni transitorie. Il fatto che non sia stata trovata una fonte tecnologica non è la stessa cosa della esclusione per sempre. Semplicemente oggi le prove puntano al naturale. Domani potremmo avere altri dati che complicano la trama.
Detecting the hydroxyl signal is an important confirmation that 3I ATLAS is behaving like a comet. Professor Mykola Ivchenko Department of Physics KTH Royal Institute of Technology
Perché il caso interessa oltre la comunità scientifica
Gli oggetti interstellari sono rari e per questo ogni nuovo arrivo diventa una lente su processi di formazione planetaria avvenuti altrove. 3I ATLAS ha rivelato unquoziente chimico anomalo nella composizione dei volatili rispetto ad alcuni cometi del Sistema Solare suggerendo ambienti di nascita diversi. Inoltre la massa di osservazioni radio e ottiche dello scorso autunno ha creato una base dati che molti team useranno per anni. La popolarità del tema porta con sé pericoli e opportunità : da una parte la disinformazione che gira veloce dallaltra una maggiore attenzione verso investimenti in infrastrutture osservative.
La politica della curiositÃ
Non mi piace la retorica da vittoria o da sconfitta. Che si tratti di un segnale naturale o di una trasmissione artificiale la domanda rimane: che cosa possiamo imparare da questo passaggio fugace? Per esempio le osservazioni radio ci hanno dato dati dinamici sulla coma che non avremmo potuto ottenere soltanto con ottico e infrarosso. Questo è concreto: è tecnologia per fare scienza in più, non fiocchetti di mistero.
Ipotesi rimosse e quelle ancora sul tavolo
Molti scenari facili sono stati rapidamente scartati dalle analisi: radiofrequenze terrestri contaminanti coincidenti con la posizione del bersaglio erano la spiegazione di molti candidati. Le ipotesi di macchine aliene rimangono in vita solo se si introducono congetture non verificabili come segnali intermittenti che parlano in bande mai cercate o codici nascosti in rumore. Preferisco prendere un atteggiamento meno spettacolare: valutare la robustezza dei dati e chiedere più osservazioni multibanda e multitemporali.
Quello che personalmente mi convince meno
Mi infastidisce quando si usa la complessità dei dati come scudo contro il dibattito. Dire che tutto è complicato non è un argomento. Se c’è un falso positivo toccherebbe alla comunità scientifica riconoscerlo in pubblico e migliorare i protocolli. Se invece la narrativa pubblica esagera le implicazioni di risultati tecnici, allora perdiamo opportunità di spiegazione e fiducia.
Conclusione provvisoria
Quanto emerso con 3I ATLAS non è una sconfessione della meraviglia. Al contrario: è un invito a costruire strumenti migliori e a non accontentarsi di spiegazioni facili. A oggi la spiegazione più coerente è quella di emissioni naturali da radiali OH legate allacqua nella coma. Questo non chiude la porta alla curiosità investigativa ma la orienta: servono campagne coordinate e trasparenza delle analisi.
Sguardo in avanti
Con il Vera C Rubin Observatory e altre infrastrutture che entreranno in funzione nei prossimi anni, il numero di oggetti interstellari scoperti crescerà e con esso la qualità delle osservazioni. Il vero test non è trovare una prova di tecnologia ma capire se questi visitatori ci raccontano una storia coerente sulla diversità chimica degli ambienti planetari nella galassia. E quella storia ha già iniziato a cambiare alcune nostre idee.
| Voce | Sintesi |
|---|---|
| Rilevazione | Linee OH rilevate da MeerKAT 1665 e 1667 MHz con transizione da assorbimento a emissione. |
| Ricerca SETI | Campagne Breakthrough Listen con Green Bank e Allen Telescope Array nessuna tecnosegnatura confermata. |
| Interpretazione principale | Emissione naturale da radicali OH generati dallacqua nella coma del nucleo. |
| Questioni aperte | Finestre osservative limitate possibili emissioni transitorie frequenze non esplorate completamente. |
| Impatto | Nuove informazioni sulla chimica di oggetti interstellari e spinta verso osservazioni coordinate future. |
FAQ
1 Che cosa significa che 3I ATLAS ha emesso un segnale radio?
Significa che gli strumenti a radiofrequenza hanno misurato emissioni alle frequenze caratteristiche dellidrossile OH nella direzione delloggetto. Non implica intenzionalità biologica o artificiale: il termine segnale si riferisce qui a un evento osservativo rilevabile dagli strumenti.
2 Perché la scoperta non è la prova di vita extraterrestre?
Perché il pattern delle frequenze e la dinamica osservata sono compatibili con processi fisico chimici naturali osservati in molti comete del Sistema Solare. Inoltre le ricerche mirate a identificare segnali strettamente coerenti con una trasmissione tecnologica non hanno prodotto risultati credibili dopo il filtraggio di interferenze terrestri.
3 Cosa impedisce di escludere definitivamente un origine artificiale?
Limiti pratici come la copertura di frequenza durata delle osservazioni e possibilità di modulazioni estremamente deboli o direzionali. Per escludere definitivamente ipotesi occorrerebbe una campagna di monitoraggio molto più ampia e ripetuta su differenti bande e tempi.
4 Quale nuovo dato utile ha prodotto questa indagine?
Ha fornito la prima conferma radio dettagliata di attività volatile in un oggetto interstellare con dati che aiutano a modellare il tasso di produzione di acqua e la chimica della coma. Queste informazioni arricchiscono il confronto tra oggetti nati in sistemi planetari diversi dal nostro.
5 Cosa vorrei vedere dalle prossime campagne osservazionali?
Più continuità temporale osservazioni simultanee in radio ottico e millimetrico e un protocollo comune per la condivisione dei dati raw in modo che più team possano controllare i processi di filtraggio delle interferenze. Questo aumenterebbe la fiducia pubblica e la robustezza scientifica.
La storia di 3I ATLAS non è finita. È solo una delle pagine di un catalogo che in anni prossimi potrebbe diventare denso di testimonianze. Nel frattempo mi lascio con una sensazione: la scienza funziona perché non chiude le porte ai dubbi ma li traduce in richieste di dati migliori.