Non è una storia di errore. Non è neppure solo una storia di ignoranza. È una storia che combina dati, lobby, contabilità creativa e decisioni deliberate che hanno prolungato un percorso che oggi ha costi misurabili. La frase loro hanno saputo e hanno continuato a farlo rimbalza nelle ricostruzioni pubbliche come una sorta di condanna morale. Ma la verità, come spesso succede, è più sfumata e più sporca. Qui provo a mettere insieme pezzi di scienza, testimonianze e un poco di rabbia personale che non riesco a togliere.
Che cosa significa davvero loro hanno saputo
Dal punto di vista tecnico la comunità scientifica ha smesso di discutere se lattività umana riscaldi il pianeta decenni fa. LIPCC lo ha scritto con parole che non ammettono esitazioni. Questa non è una questione di opinione ma di verifica ripetuta. Lo ripeto perché spesso il dibattito pubblico è costruito per far sembrare che ci sia ancora una disputa scientifica sostanziale quando non cè.
Ko Barrett Vice Chair IPCC e Senior Advisor for Climate National Oceanic and Atmospheric Administration NOAA We are very careful around confidence statements What youre seeing here is a very strong statement.
Questa affermazione non è retorica. È un monumento di prudenza metodologica che però porta con sé responsabilità politiche. Se la scienza dice che le emissioni derivanti dalla combustione di combustibili fossili sono la causa principale allora la logica delle azioni diventa inevitabile. Ma la politica e il profitto sono terreno scivoloso.
Chi sono i colpevoli concreti
Parlo di attori e non di entità astratte. Parlo di grandi compagnie che per anni hanno finanziato ricerca interna e progetti che sapevano indicare la relazione tra combustibili fossili e riscaldamento. Questo non trasforma in colpevoli singoli scienziati o impiegati. La colpa risiede nelle scelte strategiche dei vertici aziendali e delle reti di consulenza e lobbying che hanno scelto una linea di negazione o di minimizzazione dei rischi.
Michael E Mann Distinguished Professor of Earth and Environmental Science Pennsylvania State University Well frankly it confirmed things that we had long suspected That Exxon had really bright scientists and theres no way those scientists couldnt have known what the rest of the scientific community knew that climate change was a real problem.
Le parole di Mann non sono uno slogan politico. Sono la reazione di un ricercatore che ha assistito alla sovrapposizione di dati solidi e alla strategia pubblica di attori con interessi consolidati. Questo spiega perché oggi si parla non tanto di se sapevano ma di come hanno scelto di comportarsi dopo aver saputo.
Le tattiche che hanno scelto
La scelta non è mai stata unica. Ci sono stati documenti che finanziavano think tank, campagne mediatiche mirate, sponsorizzazioni culturali e scientifiche che funzionavano come meccanismi di legittimazione. È una forma di gestione del rischio reputazionale che trasformava la scienza in una risorsa negoziabile.
Questa è la parte che urta di più: non si tratta solo di manipolare opinione pubblica. Si tratta di costruire sistemi che rendono più facile politiche permissive e investimenti continuativi in infrastrutture fossili. Un impianto che crea dipendenza economica è un impianto che produce tempo. Tempo prezioso per chi vuole capitalizzare ancora.
Perché questa accusa non basta da sola
Dare nomi è importante ma non risolve automaticamente il problema. Smascherare le responsabilità storiche serve a capire meccanismi di influenza e a montare contromosse efficaci oggi. Però rimane una domanda aperta che non voglio banalizzare: fino a che punto possiamo trasformare responsabilità passate in azioni riparatorie utili per il presente?
Non ho una risposta completa. Ho qualche idea pratica e molta frustrazione. Potremmo chiedere più trasparenza nelle comunicazioni delle aziende. Potremmo rafforzare leggi che obbligano a valutazioni del rischio climatico per investimenti strategici. Potremmo anche ridefinire cosa consideriamo responsabilità aziendale. Ma serve volontà politica: senza quella ogni idea resta sul foglio.
Un commento personale
Quando guardo alle immagini di città sommerse o alla mappa delle temperature che sale ripenso a quellintervallo di tempo in cui sapevamo e non abbiamo fermato londa. Non è solo colpa di un singolo attore. È il risultato di un sistema che premia il guadagno veloce e penalizza il pensare sul lungo periodo. Non è elegante dirlo ma è così.
Cosa ci dicono gli studi recenti che non leggiamo spesso
Gli studi più utili non solo misurano lallarme. Provano ad analizzare le reti finanziarie che hanno sostenuto o agevolato infrastructura fossile. Cercano di mappare i flussi di contributi alle campagne politiche e la sovrapposizione tra trust e istituzioni culturali. Questi lavori mostrano come linfluenza non sia solo comunicativa ma economica e politica.
È qui che il discorso diventa più scomodo perché tocca lintersezione tra etica e strategia economica. Accusare qualcuno è facile. Cambiare le regole del gioco è complicato e richiede pazienza e progettualità. E pazienza qui non significa attesa passiva. Significa costruire alternative resilienti che rendano meno appetibile la logica dellestrazione illimitata.
Qualche proposta non banale
Non mi accontento di slogan. Preferisco idee che rompano schemi. Prima idea modelli assicurativi che riconoscano rischi climatici e penalizzino investimenti in nuove infrastrutture fossili. Seconda idea obbligo di disclosure scientifica per finanziamenti a università e centri di ricerca. Terza idea strumenti legali per responsabilità storiche nelle sedute amministrative quando emergono prove di disinformazione mirata.
Non sono ricette miracolose. Sono proposte pratiche che costringono attori grandi e piccoli a misurarsi con scelte di medio periodo. Non tutti le accetteranno e questo è ovvio.
Un finale che non chiude
Questo pezzo non pretende di condannare o assolvere. Vuole spingere il lettore a interrogarsi su cosa significhi sapere e agire. Ci sono colpe, ci sono responsabilità, ci sono azioni ancora possibili. Qualcuna sarà imperfetta. Qualcuna sarà lenta. Ma lalternativa a provarci è aspettare che la storia faccia il suo corso con le stesse logiche che ci hanno portato fin qui.
| Punto | Sintesi |
|---|---|
| La conoscenza scientifica | La comunità scientifica ha dimostrato da decenni che lattività umana riscalda il pianeta. |
| I responsabili | Grandi compagnie petrolifere e reti di lobbying hanno scelto strategie di minimizzazione e disinformazione. |
| Le tattiche | Finanziamenti a think tank disinformativi sponsorizzazione culturale e pressione politica mirata. |
| Le azioni possibili | Maggiore trasparenza obblighi di disclosure strumenti assicurativi e responsabilità legali mirate. |
FAQ
Come possiamo sapere che alcune aziende sapevano davvero e non hanno semplicemente sbagliato valutazioni?
La prova non si limita a un singolo documento. Si tratta di una convergenza di elementi. Rapporti interni che spesso emergevano in indagini giornalistiche e in inchieste legali mostrano che molte aziende avevano analisi che confermavano i rischi climatici. La scelta di continuare a finanziare campagne di dubbio pubblico e di investire in nuove infrastrutture fossili è una scelta politica ed economica. Dimostrarlo in tribunale richiede documentazione e temporalità. Chi vuole approfondire dovrebbe guardare alle inchieste giornalistiche che hanno ricostruito le tracce documentali.
Denunciare è la strada giusta o serve altro?
Denunciare è importante per stabilire responsabilità e impedire impunità. Ma da solo non cambia il sistema. Serve legislazione che regolamenti meglio i conflitti di interesse e strumenti finanziari che rendano meno vantaggiosi gli investimenti distruttivi. Occorre combinare azione legale con progettazione di alternative strutturali.
Le colpe storiche possono essere riparate?
Riparare non significa cancellare il danno. Significa creare meccanismi di compensazione e trasformazione che ridistribuiscano risorse verso adattamento mitigazione e transizione energetica. Anche qui le soluzioni sono complicate e richiedono negoziazioni internazionali e nazionali sensate.
Cosa posso fare come singolo cittadino oltre a informarmi?
Informarsi è il primo passo. Poi viene scegliere come votare e dove investire il proprio denaro personale. Sostenere organizzazioni che lavorano per la trasparenza e la giustizia climatica è un altro modo pratico. Infine partecipare alla vita pubblica locale spingendo per piani urbanistici e politiche energetiche sostenibili può avere effetti misurabili nel medio periodo.
Che ruolo hanno le istituzioni scientifiche in tutto questo?
Le istituzioni scientifiche hanno il ruolo della verifica e della comunicazione rigorosa. Hanno anche responsabilità etiche quando accettano finanziamenti che possono generare conflitti di interesse. Più trasparenza e regole chiare su finanziamenti e collaborazione pubblico privata aumenterebbero la fiducia e ridurrebbero la possibilità che la scienza venga strumentalizzata.