La neuroscienza spiega perche chi e cresciuto negli anni 60 e 70 concentra di piu.

Cresciuto con la radio accesa al pomeriggio e il vicino che tagliava il prato a passo fisso. Questo non e nostalgia estetica. E una osservazione empirica della mia generazione e di quelle vicine. Esiste una ragione biologica e culturale dietro la sensazione diffusa che chi e nato o ha formato il proprio cervello negli anni 60 e 70 mantenga una capacita di concentrazione piu profonda rispetto a chi e venuto dopo. La neuroscienza moderna non sostiene semplici miti ma offre mappe e parole che chiariscono aspetti concreti del come e del perche.

Un ambiente che ha temprato la capacita di attenzione

La prima cosa da tener presente e questo: il cervello si modella per quello che fa di frequente. Non e un giudice morale. E un organo che risponde a schemi sensoriali e sociali. Negli anni 60 e 70 le stimolazioni quotidiane erano piu sequenziali e meno saturate. Trasmissioni radio e televisive finite in un tempo, conversazioni faccia a faccia piu lunghe, la disponibilita di informazioni piu ristretta. Tutto cio obbligava a una pratica continua di sospensione dellinterruzione e di approfondimento.

Plasticita e routine

La plasticita sinaptica si alimenta con luso ripetuto di determinate reti. Se ogni giorno eserciti la capacita di ascoltare intere trasmissioni o di leggere pagine anziche frammenti, le reti che supportano lattenzione sostenuta e lesecuzione volontaria si rafforzano. Questo non e un giudizio su chi oggi e piu distratto. E un fatto di storia di stimoli e di ricompense ambientali.

Cervello e strumenti culturali: il ruolo delle attivita analogiche

Le attivita analogiche non sono romantiche reliquie. Sono esercizi neurali. Riparare una bicicletta richiedeva sequenze di attenzione orientata nel tempo. Leggere un libro senza interruzioni stimolava lintegrazione tra aree frontali e parietali. Le tecniche di autogestione del tempo che oggi sono vendute come trucchi radicali erano spesso semplici abitudini quotidiane della mia infanzia: aspettare il proprio turno a parlare, completare un compito senza multitasking, portare a termine lavori manuali che chiedevano pazienza.

Un esempio che non spiegano spesso

Non sempre si parla di come la mancanza di feedback immediato favorisse una regolazione interna diversa. Se oggi aspettiamo like e notifiche nel giro di secondi la struttura narrativa del nostro tempo interno cambia. Negli anni 60 e 70 la ricompensa era spesso ritardata. Questo contenuto ritardato ha favorito una pratica mentale che affina i circuiti della pazienza e del filtro delle distrazioni.

La neuroscienza che ce lo racconta

Le ricerche sullattenzione hanno isolato reti neurali ben definite che governano lorientamento verso stimoli, la vigilanza e il controllo esecutivo. Michael Posner, pioniere negli studi sullattenzione, ha descritto come esistano reti specifiche che gestiscono il mantenimento dello stato di allerta e lorientamento spaziale e cognitivo. Queste reti si sviluppano e si rinforzano in risposta a pratiche quotidiane ripetute.

Michael I. Posner Professor of Psychology University of Oregon The physical basis of attention involves multiple networks that achieve alerting orienting and executive control. These networks are shaped by experience and practice.

La citazione di un esperto serve a mettere ordine dove la memoria personale rischia di diventare semplice opionione. Posner ha studiato come la pratica dellattenzione non sia ununita monolitica ma uninsieme di meccanismi che reagiscono differentemente agli stimoli ambientali e culturali.

Non e tutta genetica. E nemmeno colpa del digitale

Permettetemi di interrompere il flusso di osservazioni generali per prendere posizione. Non credo che la perdita di alcune modalita di attenzione sia una condanna morale o biologica definitiva. Non penso neppure che la tecnologia abbia cancellato la possibilita di pensare profondamente. Pero la rapidita e la densita delle informazioni digitali hanno trasformato le abitudini neuronali in pochi decenni. E il risultato non e uniforme. Alcuni si adattano sviluppando nuove forme di attenzione flessibile. Altri pagano il prezzo di una superficie crescente e di una profondita ridotta.

Parola di uno che studia linterazione cervello ambiente

Adam Gazzaley, neuroscienziato, ha piu volte sottolineato la questione di come lambiente digitale imponga nuovi carichi sul cervello. La sua osservazione non e moralistica. E clinica. Il cervello si adatta e riorganizza le proprie priorita in base a cio che gli viene richiesto di fare ogni giorno.

Adam Gazzaley Professor of Neurology and Physiology University of California San Francisco We are exposing our brains to an environment and asking them to do things we were not evolved to do. There are consequences.

Le parole di Gazzaley calzano bene qui. Non usiamole per creare panico. Usamole per riconoscere che le differenze intergenerazionali nascono da interazioni tra cervello e ambiente e non da un destino immutabile.

Qualche intuizione originale che raramente si legge

Primo: le generazioni che hanno vissuto transizioni tecnologiche lente hanno sviluppato una «gerarchia della pazienza». Non e una definizione tecnica ma descrive un insieme di pratiche cognitive che privilegiano il completamento di sequenze complesse. Secondo: la presenza di limiti informativi esterni ha addestrato la selezione interna delle priorita. Terzo: lesperienza del conflitto sociale e politico degli anni 60 e 70 ha creato contesti di attenzione profondi legati allimpegno civico e alla discussione pubblica sostenuta. Non e banale sottovalutare limpatto di conversazioni lunghe e contese ideologiche sul rafforzamento dei circuiti esecutivi.

Una domanda che lascio aperta

Questa eredità e destinata a scomparire? Non so. Dalla mia esperienza vedo oscillazioni. Alcuni giovani ricreano intenzionalmente condizioni di attenzione profonda leggendo libri lunghi o praticando mestieri manuali. Altri trovano strategie ibride che coniugano velocita e profondita. Il futuro resta aperto e interessante.

Implicazioni pratiche e culturali

Non do ricette magiche. Dico solo che capire il meccanismo ci permette di valutare meglio scelte politiche e scolastiche. Quando progettiamo ambienti didattici o luoghi di lavoro e utile sapere che il cervello si forma nella storia quotidiana delle nostre abitudini. La tutela di spazi e tempi per lattenzione sostenuta e una decisione culturale, non un lusso psicologico per pochi.

Conclusione impura e sincera

La tesi centrale e semplice. Crescere negli anni 60 e 70 ha spesso significato essere esposti a una concatenazione di pratiche che hanno temprato alcune forme di attenzione. La neuroscienza non tratta la memoria collettiva come mito. Ne offre strumenti per interpretarla. Se la mia generazione appare piu resistente nella concentrazione non e per merito eroico ma per pratica. E la pratica si puo conoscere. E se possiamo conoscerla allora possiamo anche decidere se conservarla reinventarla o lasciarla andare.

Idea Che significa
Ambiente sequenziale Stimolazioni meno frammentate favoriscono reti di attenzione sostenuta.
Plasticita Le reti si rinforzano con luso ripetuto.
Feedback ritardato La ricompensa non immediata affina la pazienza e il filtro delle distrazioni.
Contesto sociale Conversazioni lunghe e impegno pubblico rafforzano il controllo esecutivo.

FAQ

1. E vero che chi e nato negli anni 60 e 70 ha biologicamente piu capacita di concentrazione?

Non esiste un gene della concentrazione. Esistono invece profili di attivita quotidiana che modellano reti neurali. Gli studi indicano che lesperienza pratica influisce su come le reti che supportano lattenzione si organizzano. La differenza e quindi in gran parte esperienziale e di plasticita e meno nella pura ereditarieta.

2. Posso recuperare la stessa profondita se sono piu giovane?

Sono convinto di si. Il cervello rimane plastico per tutta la vita. Cambiare abitudini di stimolazione e creare pratiche di attenzione sostenuta produce modifiche. Non prometto trasformazioni immediate. Ma la pratica ripetuta influenza struttura e funzione cerebrale.

3. Cosa dicono gli studi moderni sullimpatto della tecnologia sullattenzione?

La letteratura recente non e monolitica. Alcuni lavori documentano un aumento della capacita di processare molteplici flussi. Altri mettono in luce una riduzione della profondita di elaborazione quando la fruizione e frammentata. Il punto cruciale e che i dispositivi cambiano lindice e la natura delle richieste poste al cervello piu che cancellare una sua potenzialita.

4. Qual e il ruolo della scuola e delle istituzioni in questo quadro?

Le istituzioni modellano abitudini. Programmi didattici che privilegiano compiti prolungati e discussioni approfondite agiscono come esercizi di formazione per reti di attenzione. Non e un discorso moralistico ma una concreta scelta educativa che produce effetti misurabili nel tempo.

5. Esiste un modo scientifico per misurare la differenza generazionale?

Sono disponibili test comportamentali e immagini cerebrali che misurano funzionamento delle reti attentionali. Confronti longitudinali e studi di coorte possono isolare fattori generazionali. Il tema rimane complesso perche incrocia cultura tecnologia e condizioni socioeconomiche ma non e irrisolvibile.

Questo pezzo non pretende di chiudere la faccenda. Voleva invece restituire una lente che rispetta dati e memoria personale insieme. Per me non e solo scienza. E il modo in cui riconosco la mia infanzia dentro il modo in cui penso oggi.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

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