Perché il Mezzogiorno perde i suoi ragazzi e cosa davvero rimane di questa fuga

Non è una cronaca nuova. Eppure ogni volta che apro il rapporto Svimez mi sembra di leggere la stessa storia con dettagli diversi. Questa volta la notizia ha un dettaglio che rompe il copione. Non sono solo i laureati a partire. Partono anche i nonni. La mappa che ho davanti non è più soltanto di perdita individuale ma di trasferimento di intere reti familiari. E questo cambia il senso della domanda che ci poniamo da anni. Perché il Mezzogiorno perde i suoi ragazzi.

Il dato che spezza la retorica

Il report Svimez presentato il 17 febbraio 2026 non è un pezzo accademico fatto per rimanere sugli scaffali. Dice che tra il 2002 e il 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud. Dice anche che oltre 184mila ultra 75enni vivono stabilmente altrove pur mantenendo la residenza al Sud. Questa doppia migrazione cambia il ritmo dellanalisi. Non siamo più davanti alla semplice fuga di cervelli. Siamo davanti a una ridefinizione delle aspettative di vita. E la decisione di prendere la valigia si prende sempre prima.

Non si parte più dopo la laurea

Una volta si studiava al Sud e si restava. O almeno questa era la speranza. Oggi molti si spostano gia al momento dellimmatricolazione. Sono 70mila gli studenti meridionali che scelgono atenei del Centro Nord nellanno accademico 2024 2025. La scelta non e solo geografica. E strategica. Iscriversi altrove diventa il primo passo verso un mercato del lavoro che nel Mezzogiorno fatica a trasformare competenze in opportunita.

La dinamica che nessuno ama dire

Qui entro con una nota personale. Ho incontrato giovani che tornano a casa solo per i funerali o per i matrimoni. Alcuni mi hanno detto che sentono la propria vita altrove non per vittoria ma per adattamento. Non e sempre mancanza di attaccamento emotivo al territorio. E spesso una scansione pragmatica della propria biografia. Si valuta cio che permette di costruire un progetto di vita con tempi e remunerazioni accettabili. Quando il mercato locale non offre questo la risposta e quasi automatica. Si valuta la partenza.

Quando il salario diventa cifra di verità

I numeri della Svimez non mentono. Il differenziale nelle retribuzioni e nelle opportunita mette in crisi il racconto ufficiale. Tre anni dopo la laurea chi lavora allestero guadagna in media qualche centinaio di euro in piu rispetto a chi resta in Italia. Questo scarto non e una curiosita statistica. E la traduzione concreta di scelte di vita. La domanda che rimane aperta e se investimenti e politiche riescano a trasformare questo gap in fattori di permanenza.

La versione sommersa della migrazione

Il fenomeno dei nonni con la valigia ha qualcosa di inquietante. Non solo per il dato in se ma per la vulnerabilita che rivela. Se gli anziani si spostano per assistenza sanitaria migliore o per star vicino a figli che lavorano altrove vuol dire che il territorio perde non solo risorse produttive ma anche tessuto di cura. Questo e un costo sociale che nessun bilancio regionale riesce a quantificare nella sua interezza.

La CISL esprime preoccupazione per i dati del Rapporto Un Paese due emigrazioni. La perdita strutturale di laureati under 35 che dal Mezzogiorno si trasferiscono verso il Centro Nord e verso l estero indebolisce la base produttiva del Sud e disperde un ingente investimento pubblico e soprattutto delle famiglie in formazione. Ignazio Ganga Segretario Confederale CISL.

Un effetto domino

Quando una famiglia decide di trasferirsi non porta via solo competenze. Porta via servizi. Aziende che oggi fanno formazione locale perdono presupposti di domanda. Scuole e universita perdono studenti e quindi potenziali corsi e fondi. Questo meccanismo produce un circolo che non e immediatamente visibile nelle statistiche ufficiali ma che si percepisce camminando nei centri urbani del Sud. Locali chiusi. Meno ambizioni per i giovani rimasti. Opportunita sempre piu concentrate altrove.

Cosa non dice il rapporto ma si sente

Il documento parla di numeri e trend. Non racconta sempre le conversazioni che ho ascoltato. Giovani che non rivelano la partenza ai genitori per non creare false speranze. Famiglie che trattengono ricordi piu che progetti. Lavoratrici che subiscono la doppia spinta del mercato e delle aspettative di genere. Queste storie danno corpo ai numeri e li complicano. Non basta dire investimenti. Bisogna capire come farli arrivare dove cambiano le traiettorie di vita reali.

Qualche proposta che non vuole essere esaustiva

Non credo alle formule magiche. Le azioni strutturali funzionano se connesse. Servono investimenti nelle infrastrutture sociali nei servizi di cura in politiche che aumentino salari e stabilita contrattuale. Serve un intervento sulle universita meridionali per rafforzare la connessione con il tessuto produttivo locale. Serve anche un cambiamento culturale che tolga dignita alla diaspora come unica risposta valente. Ma soprattutto servono tempi politici piu lunghi delle campagne elettorali.

Una voce di clinica

La dipendenza non e solo psicologica ma anche emotiva. Stiamo sperimentando un legame emotivo con strumenti digitali che puo interferire con i processi di crescita. Marco Crepaldi Presidente Hikikomori Italia.

Ho scelto di inserire questa citazione perche sposta la lente. Non tutte le partenze sono mosse solo da fattori economici. Alcune sono segnali di fragilita relazionale e di deficit nei servizi educativi e di salute mentale. Occorre lavorare su piu fronti contemporaneamente per non confondere cause ed effetti.

Conclusioni provvisorie

Il Mezzogiorno non e un soggetto omogeneo. Non e una colpa dei giovani se vanno. E una responsabilita di chi governa di creare condizioni nelle quali rimanere diventi una scelta percorribile e non una rinuncia. La verita e che non abbiamo una sola soluzione. Abbiamo molte micro azioni da mettere in rete e una politica che decida di non trattare il fenomeno come emergenza ma come trasformazione strutturale.

Tabella di sintesi

Problema Segnale Conseguenza
Emigrazione giovanile 350000 laureati under 35 via tra 2002 e 2024 Perdita di capitale umano qualificato
Migrazione sommersa degli anziani 184000 over 75 stabilmente altrove Svuotamento del tessuto di cura locale
Mobilita anticipata 70mila studenti meridionali iscritti al Centro Nord Deficit di ritorni formativi sul territorio
Gap retributivo Salario piu alto per chi lavora all estero e al Nord Incentivo economico alla partenza

FAQ

Perche tanti giovani lasciano il Sud gia prima dell universita

Molti scelgono atenei del Centro Nord per avvicinarsi a mercati del lavoro piu dinamici e perche ritengono che la qualita delle opportunita sia maggiore. Questa scelta diventa spesso definitiva perche la rete di opportunita locali e fredda rispetto alle esigenze di certe professioni. Inoltre la percezione di piu mobilita e di un ecosistema piu ricco spinge le decisioni gia al momento della scelta universitaria.

La fuga riguarda solo il lavoro

No. La migrazione e un fenomeno multilivello che include servizi sanitari di qualita la rete di assistenza la disponibilita di infrastrutture culturali e sportive e la capacita del territorio di generare reti professionali solide. Per alcune persone fattori relazionali e culturali pesano quanto quelli economici.

Cosa puo fare una universita per trattenere studenti e laureati

Le universita possono creare legami piu stretti con il tessuto produttivo locale con programmi di retraining stage e incubazione di imprese. Possono puntare su percorsi formativi ancorati alle vocazioni locali ma con aperture internazionali. Serve pero anche un ecosistema che garantisca lavoro di qualita e servizi sociali funzionanti.

Le politiche nazionali sono irrilevanti

Non lo sono. Ma l efficacia dipende dall applicazione territoriale e dai tempi. Fondi e programmi che non arrivano o che non vengono coordinati con politiche locali spesso producono effetti limitati. E necessario un disegno che connetta investimenti infrastrutturali servizi e politiche per il lavoro in un orizzonte di medio lungo periodo.

Il fenomeno e irreversibile

Non credo sia irreversibile. Ma non si risolve con misure spot. Serve una strategia organica che cambi condizioni materiali di vita. Alcune aree hanno gia mostrato capacita di attrazione. La sfida e allargare queste esperienze e renderle sistemiche piuttosto che isolate.

Che ruolo hanno le famiglie nella scelta

Un ruolo enorme. La migrazione familiare cambia le reti di cura sostituisce servizi mancanti e rende il trasferimento una scelta collettiva. Le politiche devono tenere conto di questa dimensione e non solo dell individuo.

La storia non e finita. E un dossier aperto. E giusto chiederci chi vogliamo diventare mentre decidiamo chi puo restare.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

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