Gli Egizi avrebbero costruito le piramidi con un sistema idrico ad alta tecnologia rivelano gli archeologi

La notizia gira da qualche mese ma merita più di un clic affrettato: una nuova ricerca interdisciplinare sostiene che la costruzione della Piramide a gradoni di Djoser a Saqqara potrebbe aver sfruttato un sistema idraulico complesso, quasi una sorta di ascensore d acqua. Non è una semplice speculazione giornalistica. Dietro la teoria ci sono mappe geofisiche satellitari, modelli idraulici e una lettura diversa di strutture antiche che finora molti studi avevano etichettato come incomprensibili o puramente rituali.

Che cosa propongono gli autori

Lo studio pubblicato su PLOS ONE nel 2024 da un gruppo guidato da Xavier Landreau suggerisce che il complesso intorno alla piramide conteneva un sistema di dighe e canali in grado di intercettare e trattare acque di piena. Queste acque, canalizzate, avrebbero potuto raggiungere camere e condotti verticali ricavati nella roccia sotto la piramide. Il meccanismo ipotizzato è semplice nel concetto ma intrigante nella sua applicazione: riempiendo e svuotando una camera verticale si ottenerebbe un movimento di salita e discesa sfruttabile per sollevare blocchi con piattaforme galleggianti.

“This is a watershed discovery.”

Xavier Landreau CEO Paleotechnic.

La dichiarazione di Landreau è stata riportata durante la diffusione dello studio e sintetizza la portata provocatoria dell ipotesi. Va detto però che parole forti non equivalgono a consenso. Alcuni egittologi storici restano scettici e richiedono prove in situ più robuste. Questo però non significa che la proposta sia da scartare a priori.

Perché ora questa idea è credibile

Negli ultimi anni l analisi satellitare e i carotaggi del sottosuolo hanno rivelato antichi rami del Nilo e grandi canali ora sepolti. La geomorfologa Eman Ghoneim e il suo team hanno mappato un tratto di ramo fluviale che correva vicino a Giza e ad altre aree con piramidi. Ghoneim non ha inventato la teoria idraulica per la costruzione ma ha mostrato che l acqua era molto più presente e gestibile di quanto sembrasse osservando il paesaggio odierno.

“We think this was a superhighway for ancient Egypt.”

Eman Ghoneim Professor University of North Carolina Wilmington.

Una via d acqua ampia e navigabile cambia la prospettiva: non più trasporti balordi su sabbia ma una logistica fluida capace di muovere masse enormi con barche e impianti di sollevamento collegati.

Un modello che rimodella immagini familiari

Finora la ricostruzione popolare era dominata da rampe visibili e da enormi squadre di manodopera che tiravano e spaccavano la schiena. Il nuovo modello non nega rampe e leve: le integra. Immaginare la piramide costruita soltanto per stratificazione esterna è comodo ma spesso lascia in sospeso certe anomalie strutturali riscontrate all interno del corpo della piramide stessa. I sostenitori dell ipotesi idraulica notano condotti, camere e prese d acqua che oggi appaiono più logiche se interpretate come elementi di una macchina idraulica che come pure funzioni funerarie.

Non tutto è spiegato e non tutto convince

Esistono punti deboli difficili da ignorare. La disponibilità d acqua stagionale, la conservazione di materiali organici necessari a costruire piattaforme galleggianti, e l evidenza archeologica diretta del passaggio d acqua nelle camere interne sono esempi di nodi ancora aperti. Alcuni archeologi sottolineano che in molte fonti storiche non c è traccia di un impianto simile. Altri, come Zahi Hawass, ricordano che alcune camere contenevano oggetti funerari che sembrano incompatibili con un uso idraulico.

È importante non farsi prendere dalla tentazione di chiudere il discorso troppo in fretta. La scienza storica è, e deve rimanere, un dialogo tra ipotesi che si testano a vicenda.

Perché questa storia ci parla ancora oggi

Oltre al fatto che la scoperta, se confermata, cambia la storia tecnica dell antico Egitto, la vicenda funziona come un richiamo su che cosa intendiamo per tecnologia. Spesso immaginiamo l alta tecnologia come roba recente e luccicante ma la capacità di leggere il territorio e progettare reti idriche sofisticate è altrettanto tecnologica. Gli Egizi operarono per secoli su piccole cose che insieme compongono ingegnerie monumentali.

Personalmente trovo affascinante che la pietra stessa, immobile e eterna, fosse parte di una coreografia fluida a cui partecipava l acqua. C è qualcosa di poetico in questa idea che un popolo noto per l aridità dei monumenti abbia potuto piegare l acqua a servizio della pietra.

Osservazioni non neutre

Non mi convince l idea che una singola tecnica abbia costruito tutto. La storia umana raramente è monolitica. Preferisco una ricostruzione mista in cui rampe, leve, zeppe e impianti idraulici coesistono. Questo rende la storia più ricca e meno banale. E poi, scusate se lo dico così, ma la retorica del genio solitario o della tecnica miracolosa non regge: dietro ogni opera monumentale ci sono ecologie complesse di competenze, risorse e tempi lunghi.

Cosa aspettarsi dalle ricerche future

Serviranno scavi mirati, analisi sedimentologiche e, soprattutto, dati che mostrino tracce chimiche o fisiche di acqua nelle strutture centrali. Modelli idraulici più raffinati potranno stabilire se la portata stimata dalle paleoclimatologie basta per movimentare milioni di metri cubi d acqua. Nel frattempo, il dibattito è aperto e salutare.

Se avete pazienza di leggere fonti tecniche, il paper su PLOS ONE è disponibile con tutti i dati e i modelli utilizzati dagli autori. Per chi legge in fretta: non buttate via le vecchie ricostruzioni. Ma non ignorate neanche la possibilità che gli antichi sapessero organizzare il paesaggio e l idraulica con una mano che oggi fatichiamo ancora a immaginare.

Tabella riassuntiva

Elemento Cosa propone la ricerca
Fonte di acqua Canali e rami antichi del Nilo individuati tramite satelliti e carotaggi.
Strutture coinvolte Gisr el Mudir dry moat e una rete di condotti sotterranei collegati alla piramide.
Meccanismo Riempimento e svuotamento di camere verticali per sollevare piattaforme galleggianti con blocchi.
Punti forti Supporto geofisico e modelli idraulici che mostrano la fattibilità teorica.
Punti deboli Mancano prove dirette di uso continuativo dell acqua nelle camere interne e questioni sulla disponibilità stagionale.

FAQ

1 Che cosa ha davvero trovato lo studio pubblicato su PLOS ONE?

Lo studio ha raccolto indizi geomorfologici e modelli idraulici per sostenere che il complesso di Saqqara possedeva strutture atte a intercettare e trattare acque di piena. Gli autori propongono che l acqua potesse essere convogliata in condotti che raggiungevano camere verticali nella piramide dove, riempiendo e svuotando quelle camere, si potevano sollevare carichi. La pubblicazione fornisce mappe, modelli e stime di portate ma non una prova archeologica definitiva di utilizzo continuativo.

2 Questa teoria elimina le altre ipotesi sulla costruzione delle piramidi?

No. Non è un modello esclusivo. Gli autori stessi e numerosi studiosi ritengono più probabile una combinazione di tecniche, dalle rampe interne ed esterne all uso di argani e forse sistemi idraulici in occasioni particolari. La novità è che le ipotesi idrauliche ora hanno dati geofisici e modelli che le rendono più plausibili rispetto al passato.

3 Perché alcuni esperti sono scettici?

Il punto cruciale è la prova materiale diretta. Mentre mappe e modelli spiegano la possibilità, servono evidenze sul terreno che dimostrino l effettivo passaggio d acqua nelle camere interne e l uso di dispositivi galleggianti. Inoltre è necessario valutare se la quantità di acqua disponibile fosse sufficiente per decenni di costruzione senza compromettere l agricoltura e la vita della comunità locale.

4 Che impatto avrebbe questa conferma sulla storia dell ingegneria antica?

Rivoluzionerebbe la percezione delle competenze tecniche dell antico Egitto. Inserirebbe l idraulica tra le tecnologie centrali impiegate nella costruzione monumentale oltre a sollevare nuove domande su organizzazione del lavoro gestione delle risorse e comunicazione tecnica tra gruppi di lavoro a scala territoriale.

5 Dove posso leggere il lavoro originale se voglio approfondire?

Il paper è pubblicato su PLOS ONE e contiene metodi dati e simulazioni. È il punto di partenza migliore per chi desidera esaminare modelli numerici e mappe usate dagli autori. Leggere il paper consente di farsi un idea più precisa delle ipotesi e dei limiti dichiarati dagli stessi ricercatori.

6 Quanto tempo ci vorrà per una conferma definitiva?

Non esiste una timeline certa. Dipenderà dall autorizzazione degli scavi da parte delle autorità egiziane dalla disponibilità di fondi per campagne sul campo e dalla capacità di applicare metodi microstratigrafici e chimici che possano identificare residui legati a flussi idrici. Potrebbero volerci anni.

Se c è una lezione da trarre oggi è che la storia antica non è immobile. Restare curiosi e ben informati è l unica postura sensata.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

Leave a Comment