Ho iniziato a collezionarli e ora ne ho più di 650. Così un utente alimenta casa sua da oltre 10 anni con batterie di portatili

Nel 2016 qualcuno ha cominciato a fare quello che molti considerano follia o azzardo. Ha aperto batterie scartate di portatili una dopo laltra. Ha selezionato singole celle, le ha ricombinate in moduli e le ha messe in uno spazio dedicato lontano dalla casa. Oggi dice di avere oltre 650 batterie raccolte e che il suo sistema tiene in piedi lintera abitazione da quasi un decennio. Questa storia mi ha colpito non perché promette la panacea ai costi energetici ma perché mette in discussione due verità stabilite: il valore residuo dei rifiuti elettronici e la narrativa della sicurezza assoluta intorno alle soluzioni industriali.

Il dettaglio che nessuno ti racconta subito

Non cè niente di magico in quello che ha fatto. Non ci sono componenti segreti. Ci sono ore di lavoro manuale, test al multimetro, tanta pacienza e un approccio meticoloso alla selezione delle celle. Il risultato visibile è una stanza o una casetta piena di moduli fatti con celle 18650 estratte da pack di notebook. Col tempo ha collegato pannelli solari, un inverter e qualche sistema di gestione del carico. Cose che chiunque con un minimo di esperienza elettrica può comprendere. Ma la sensazione che rimane è diversa. Quella di aver assistito a una trasformazione lenta e precisa di scarti in risorsa.

Perché funziona quando tutti dicevano no

Molti esperti e molti articoli giornalistici mettono laccenno sul rischio incendio o sul degrado rapido delle celle usate. E invece il progetto ha mostrato una longevità che ha sorpreso osservatori e appassionati. Laffermazione non vale come prova universale ma racconta che con un processo di selezione e bilanciamento serio i risultati possono essere ben diversi da quello che la retorica dominante suggerisce. Non è una raccomandazione fai da te. È un dato di fatto che obbliga a domande più complesse su come gestiamo i rifiuti elettronici.

Approximately 95 percent of consumer batteries sold in the US are not recycled and are ultimately thrown away. Carl E. Smith CEO Call2Recycle.

Questa frase di Carl E. Smith rammenta che la dimensione del fenomeno non è un problema individuale ma strutturale. Il progetto di cui parlo è un atto individuale che nasce da una frattura istituzionale nella gestione della filiera dei materiali. Quando un sistema istituzionale non recupera valore economico e tecnico, nasce una nicchia che si ingegna.

Le parti che non voglio banalizzare

Non ho intenzione di dipingere il creatore di questa installazione come un eroe romantico. Non lo è. Ha fatto scelte rischiose e ha dovuto imparare per gradi. Ha costruito banchi di test, scartato cellule gonfie, aggiustato bilanciamenti. Ha scelto di tenere lo spazio di stoccaggio separato dallabitazione e questo è un segnale pratico che la prudenza non è stata dimenticata. Ma cè una verità sfumata che mi interessa: il progetto prospera perché qualcuno ha preso atto dellinadeguatezza del mercato a offrire soluzioni accessibili e riparabili. E questo è un problema più politico che tecnico.

Non tutto è replicabile

Se leggi i forum e i post tecnici capisci che solo una minoranza di tentativi riesce a durare oltre i primi mesi. La differenza la fanno la misura e la disciplina. Non è sufficiente avere batterie. Serve saperle testare, abbinarle, predisporre protezioni contro sovraccarichi e cortocircuiti. I sistemi commerciali spesso costano di più proprio perché includono elettronica che previene guasti catastrofici. Qui però la lezione non è che lindustria ha sempre ragione. La lezione è che il valore è nelle capacità tecniche e organizzative che la comunità DIY ha saputo coltivare in questi anni.

Perché questa storia mi infastidisce e mi interessa insieme

Mi infastidisce perché rischia di trasformarsi in mito. Tutti amano la soluzione che evita la bolletta e salva il pianeta a costo quasi zero. Ma mi interessa perché mette in rilievo nodi ignorati: linsostenibile scarto di materiali preziosi e la mancanza di canali istituzionali per il second life delle celle. Il progetto è un episodio che illumina una strada possibile ma non può, e non deve, sostituirsi a regolazione, sicurezza e standard. Ecco una posizione non neutra. Credo che il futuro debba unire recupero di valore e regole chiare che non soffochino liniziativa, ma la mettano in sicurezza.

Una nota su aspettative e narrativa

Spesso diamo peso alle immagini più che ai numeri: la foto di file di moduli ordinati e la voce che dichiara decine di migliaia di cicli. Ma il racconto che mi interessa resta quello delle mani che aprono i pack, del tempo investito per testare, e della comunità che condivide procedure. Questo tipo di sapere non si compra in negozio.

Implicazioni pratiche e sociali

Se progetti come questo si moltiplicano potremmo vedere due cose accadere insieme. Da un lato un aumento della circolazione di competenze tecniche nei quartieri. Dallaltro una spinta a cambiare leggi e sistemi di raccolta per premiare il ricondizionamento rispetto allo smaltimento. Non è uno scenario esente da rischi. È un campo dove si intrecciano economia circolare, sicurezza antincendio e politica pubblica. Preferisco essere franco. Non voglio che questa storia serva da scusa per normalizzare comportamenti pericolosi. Voglio che scuota chi può intervenire su scala più ampia.

Riflessioni conclusive non definitive

Questo caso non dimostra che il fai da te sia la miglior strada per tutti. Dimostra invece che esiste una potenziale economia secondaria del valore che rimane nascosta negli scarti. Per chi guarda con occhi politici o industriali cè un compito: trasformare linvenzione individuale in opportunità regolata e sicura. Per chi guarda da vicino cè una tentazione concreta: provare a imparare. Io resto affascinato e sospettoso allo stesso tempo. E penso che il centro della questione non sia solo tecnica ma culturale. Come società decidiamo cosa considerare rifiuto e cosa considerare risorsa.

Idea chiave Perché conta
Riuso di celle di portatile Riduce rifiuti elettronici e offre opzioni di accumulo a basso costo
Selezione e bilanciamento Fattore determinante per longevità e sicurezza
Ruolo delle istituzioni Deve creare canali sicuri per raccolta e second life
Comunità e competenze Diffonde pratiche sicure e know how pratico

FAQ

Come è possibile che batterie usate durino così tanto?

La durata dipende dalla selezione delle celle e dalla loro gestione. Molte pack vengono scartate per cali di capacità non uniformi mentre singole celle restano buone. Il lavoro di chi costruisce sistemi second life è testare ogni cella e raggruppare quelle con caratteristiche simili. Inoltre la progettazione del sistema elettrico e la presenza di dispositivi di bilanciamento e protezione influiscono moltissimo. Non è magia ma tecnica accurata.

È sicuro farlo in casa?

La sicurezza non è garantita da un singolo gesto. Dipende dalle condizioni di stoccaggio, dalla presenza di protezioni elettroniche e dalla separazione fisica degli spazi. Anche i costruttori più cauti isolano la batteria in uno spazio dedicato. Se non hai competenze tecniche approfondite è meglio non improvvisare. La conversazione corretta è su come abilitare queste pratiche con regole e formazione piuttosto che su lasciarle completamente libere o vietarle del tutto.

Dove trovare le batterie per provare un progetto così?

Le celle si trovano in dispositivi dismessi e in centri di riciclo. Spesso gli operatori di riparazione informatica o le scuole possiedono laptop con pack da cui si possono estrarre celle. Ma non è uninvito a raccogliere rifiuti dalla strada senza accordi. La buona pratica vuole che ci sia una catena di custodia e documentazione su provenienza e stato delle celle.

Questo sistema è sostenibile e riproducibile su larga scala?

Potenzialmente sì ma non come unica soluzione. Il riuso estende la vita utile delle celle e riduce la domanda immediata di materiali nuovi. Tuttavia serve unecosistema che includa test standardizzati, centri di rigenerazione e supporto normativo. Senza tutto ciò si resta nelle nicchie di appassionati e il potenziale rimane parziale.

Che ruolo possono avere le istituzioni?

Le istituzioni possono facilitare la raccolta, finanziare centri di certificazione per la seconda vita delle celle e creare incentivi per il rigenero. Possono anche imporre standard di sicurezza che permettano alle soluzioni rigenerate di circolare legalmente e in sicurezza. È un ponte che passa per politiche pubbliche e concessioni di fiducia.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

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