Mi è capitato spesso di sentire persone imbarazzate perché hanno rimandato una scadenza o hanno scelto di non fare una telefonata importante. Le reazioni vanno dall autocondanna fino alla promessa solenne di essere piu disciplinati da domani. Non voglio sminuire la responsabilita personale. Voglio però proporre un cambio di prospettiva: ci sono momenti in cui il rinvio non è un corto circuito morale ma una scelta di regolazione dell energia. E questa differenza cambia tutto.
Una premessa personale
Non sono un coach di vita che conosce tutte le risposte. Sono uno che ha imparato a notare pattern nei propri giorni. Nelle giornate in cui mi sento sfilacciato e la concentrazione scappa come acqua, mettere da parte il lavoro creativo e fare invece una cosa che mi ricarica spesso produce risultati migliori rispetto all inchiodare la testa al tavolo per ore. Non sempre lo dico ad alta voce, perché la cultura della prestazione in cui cresciamo considera il tempo sprecato come peccato. Ma non tutto quello che sembra “perdita di tempo” lo è davvero.
Gestione dell energia e non solo tempo
Da anni studiosi e formatori parlano di energy management come alternativa operativa alla classica gestione del tempo. L idea centrale è semplice e per questo spesso fraintesa: non è che abbiamo piu ore da distribuire, è che la qualitá dell energia che portiamo in quelle ore varia. Se la nostra energia cognitiva ed emotiva è bassa, l ora che dedichiamo a un compito diventa improduttiva.
Perche rinviare puo essere sensato
Rinviare può essere la risposta a segnali interni reali. Se un compito richiede creatività o empatia e io ho energia cognitiva scarsa, insistere sara controproducente. Se il compito è burocratico ma io ho bisogno di recuperare luciditá, scegliere attività piu leggere che favoriscono il recupero può aumentare la mia capacità di affrontare il compito piu tardi con meno errori e meno stress.
Procrastination is not a time management problem it’s an emotion regulation problem.
La frase del professor Tim Pychyl è spesso citata e non a caso. Quando leggiamo il suo contributo con attenzione capiamo che il rinvio è spesso legato a reazioni emotive robuste: paura del giudizio perfezionismo oppure semplice insofferenza verso il compito.
Come distinguere rinvio strategico da procrastinazione dannosa
Se tutto sembra importante e io continuo a scegliere compiti che mi gratificano a breve termine allora è probabile che siano meccanismi di evitamento. Se invece il rinvio è motivato da una valutazione franca del mio stato interno e delle risorse disponibili allora è una forma di economia interna: sto scegliendo dove investire il mio capitale energetico.
Segnali che il rinvio è strategico
Il rinvio strategico ha alcune caratteristiche osservabili. C è una valutazione del costo energia benefici. C è un piano per quando e come tornare sul compito. E soprattutto c è un rispetto della scadenza reale o una rinegoziazione onesta del tempo quando necessario. Quando manca tutto questo il rinvio scade in rimanditudine emotiva, quella che ci fa sentirci male senza risolvere nulla.
Rituali di ricarica e oscillazione
Un concetto che trovo illuminante nel campo dell energy management è l oscillazione tra impegno e recupero. Non siamo macchine lineari. Momentaneamente intensificare lo sforzo puo funzionare ma va seguito da recupero. Questo non è pigrizia è igiene energetica. Alcuni professionisti sportivi usano routine precise per ritrovare il filo emotivo e mentale tra un impegno e l altro. Non dobbiamo copiare tutto ma la logica è applicabile anche a lavori creativi e intellettuali.
Energy not time is the fundamental currency of high performance.
La battuta di Tony Schwartz ricentra il dibattito: se la valuta è l energia allora diventa sensato gestirla. Ciò non elimina la responsabilità ma la riformula in termini pratici: quali azioni aumentano la riserva di energia e quali la prosciugano?
Alcune cose che ho notato sul campo
Le persone che sanno ritardare senza colpevolizzarsi spesso hanno tre abitudini semplici. Primo: sanno misurare il tipo di energia richiesta da un compito. Secondo: hanno piccoli riti di recupero che non richiedono grandi tempi. Terzo: non confondono piacere temporaneo con recupero autentico. Questi non sono segreti universali ma pratiche di buon senso che però pochi mettono in atto sistematicamente.
Non tutte le pause sono uguali
Guardate, scrollare per trenta minuti non è una pausa rigenerante se quello che state facendo è alimentare ansia o senso di colpa. Una camminata breve un cambio di contesto o semplicemente un paio di minuti di respirazione consapevole spesso ripristinano capacità di concentrazione in modo piu duraturo. Scegliere il tipo di pausa significa scegliere il tipo di energia che voglio ritrovare.
Una posizione poco popolare: accogliere il rinvio quando necessario
Ho una posizione non neutra su questo tema. Ritengo che molti manuali motivazionali siano moralmente indulgenti con la disciplina astratta e non con la complessità umana. La costante pressione a “fare di piu” spinge spesso verso soluzioni superficiali come checklist lunghissime e sensi di colpa. Io preferisco un approccio piu realistico: misurare, sperimentare, correre rischi di rinviare quando serve e imparare dai risultati. A volte il miglior modo per completare un compito è rinviarlo di un giorno per approcciarlo con un cervello piu capace.
Rischi e limiti
Questo non è un manifesto per la furbizia. Ci sono compiti dove il rinvio fa male davvero. Le relazioni, gli adempimenti legali, le emergenze non tollerano procrastinazione strategica. Inoltre, se il rinvio diventa uno schermo per l ansia cronica allora serve intervento piu strutturato. La distinzione tra gestione dell energia e evitamento patologico non è sempre netta e richiede onesta e a volte confronto esterno.
Conclusione non troppo definitiva
Rinunciare all idea che tutto debba essere svolto subito libera spazio. Ma è una libertà che va esercitata con criterio. La vera sfida è costruire pratiche che ci permettano di valutare la nostra energia e decidere consapevolmente. Questo cambia la narrativa dal giudizio alla pragmatica: non sei un pigro o un eroe per come gestisci ogni ora. Sei un umano che prova a far funzionare il proprio capitale energetico in un mondo che chiede prestazioni senza sosta.
Riepilogo sintetico
| Idea | Cosa significa |
|---|---|
| Rinvio strategico | Sospendere un compito per recuperare energia e affrontarlo meglio dopo. |
| Procrastinazione emotiva | Rinviare per paura perfezionismo o evitamento senza piano di recupero. |
| Oscillazione | Alternare impegno e recupero come pratica quotidiana per mantenere performance. |
| Pause efficaci | Scegliere attività che ripristinano veramente energia cognitiva ed emotiva. |
| Responsabilitá | Rinviare non elimina la responsabilità ma la riformula: gestire l energia per onorare scadenze e valori. |
FAQ
Come capisco se sto rimandando per paura o per gestione dell energia?
Osserva due cose: la presenza di un piano e l impatto sul risultato. Se rinvii ma hai un piano chiaro per tornare sul compito e questo migliora la qualitá del lavoro allora probabilmente è gestione dell energia. Se rinvii in modo ripetuto senza piano e con peggioramento dei risultati allora è probabile che si tratti di procrastinazione emotiva. A volte serve il confronto con qualcuno che ci conosce per vedere schemi che non individuiamo da soli.
Quanto tempo posso rimandare senza che diventi rischioso?
Non c è una regola universale. Dipende dalla natura del compito dalle scadenze e dalle conseguenze. Un buon criterio pratico è definire una finestra temporale chiara e sostenibile: ad esempio rimandare a poche ore o a un giorno quando si tratta di compiti creativi ma non quando le conseguenze legali o relazionali sono immediate. La chiarezza e la comunicazione con gli altri riducono i rischi.
Posso allenare la mia capacita di gestione dell energia?
Sì in parte. Sviluppare routine di recupero ridurre comportamenti impulsivi e imparare a riconoscere i segnali fisici ed emotivi che precedono il calo di energia è allenabile. Non è una tecnica magica e richiede osservazione pratica piu che teoria. Sperimentare piccole modifiche e valutare i risultati aiuta a costruire consapevolezza.
La gestione dell energia vale anche in team?
Assolutamente. Nei team la discussione sulle risorse energetiche e sui tempi di recupero aiuta a pianificare scadenze realistiche e a ridurre attriti. In ambienti dove si riconosce che l energia varia fra le persone si ottiene piu sostenibilitá e spesso risultati migliori. Serve però cultura aziendale e leadership che normalizzino il tema.
Cosa fare quando il rinvio diventa fonte di senso di colpa?
Se il senso di colpa è ricorrente provate a trasformarlo in dati concreti: quanto tempo avete effettivamente guadagnato con il rinvio quale valore avete aggiunto e cosa è andato storto. Convertire emozioni in osservazioni pratiche aiuta a interrompere il circolo vizioso del rimorso. Se il meccanismo persiste parlarne con un professionista puó essere utile.