Perché chi si sente organizzato non si fida della memoria come gli altri

Ci sono persone che si definiscono organizzate come se fosse un tratto di personalità immutabile. Ma osservandole da vicino si scopre un paradosso: sono sorprendentemente libere dalla tirannia del ricordare. Non hanno una memoria migliore. Hanno un sistema esterno che funziona meglio. Questo articolo esplora perché chi si sente organizzato non si affida tanto alla memoria come gli altri e perché questa scelta cambia profondamente il modo in cui vivono il tempo e l’attenzione.

Un primo sgambetto alla presunzione dell autobiografia

Quando qualcuno dice io ricordo tutto o io non dimentico mai, ascolto con sospetto. Nella mia esperienza di lettore e osservatore le persone davvero organizzate non vantano superpoteri mnemonici. Raccontano procedure, rituali, cartelle etichettate, promemoria che appaiono come piccoli dispositivi di sopravvivenza. Non costruiscono la loro identità attorno alla capacità di ricordare bensì attorno all’affidabilità del loro ecosistema esterno.

Non è una questione di fiducia nella testa

È facile confondere due atteggiamenti: chi si fida della memoria biologica e chi accetta che la memoria sia distribuita. Chi si sente organizzato preferisce distribuire. Lascia pezzi della sua vita fuori dalla testa in modo intenzionale. Cedere memoria al foglio, all’app, al calendario equivale per loro a liberare energia mentale per cose che contano davvero: decisioni strategiche, conversazioni importanti, creatività pratica.

La teoria dell extended mind e la pratica quotidiana

Non sto inventando una moda. La filosofia cognitiva offre una cornice utile: l idea dell extended mind sostiene che gli strumenti esterni diventano parti funzionali del pensiero. Non è una metafora, è una descrizione di come molte persone pensano davvero.

“If youre looking for the circuitry that makes human thought and reason possible then youll miss a lot of the quite interesting stuff if you just look inside the brain.”

Andy Clark Professor of Philosophy and Cognitive Science University of Sussex.

Clark non parla di promemoria banali ma di come oggetti, appunti e altri esseri umani formano un circuito cognitivo complesso. Chi si sente organizzato costruisce deliberatamente quel circuito e lo testa nel tempo. Non è rituale per virtù estetica. È architettura per l attenzione.

Non confondere tecnica con pigrizia

Ho visto persone accusare gli organizzati di essere pigri o dipendenti dalla tecnologia. Non è così. Scegliere di non memorizzare tutto è una strategia costosa sul piano progettuale. Occorre prevedere fallimenti, ridondanze, punti di controllo. In altre parole progettare esternamente la memoria richiede disciplina e una tolleranza all’imperfezione che molti sottovalutano.

Perché l esternalizzazione non è solo comodità

Non si tratta soltanto di non volersi ricordare l appuntamento dal parrucchiere. L esternalizzazione apre uno spazio cognitivo differente. Quando un impegno è salvato in modo affidabile la mente può farne il push back: meno urgenza immediata, più spazio per pensare alle conseguenze. Le persone organizzate sfruttano questa dinamica per creare tempo mentale libero, non per eliminarlo.

Il paradosso della competenza

Ciò che sorprende è che le persone con memoria di lavoro più solida a volte sono i migliori offloader. La ricerca recente mostra che chi ha un grande potenziale mnemonico preferisce comunque delegare compiti alla memoria esterna in modo strategico. Non perché non possano ricordare, ma perché sanno cos è davvero prezioso ricordare in un dato momento.

Rischi e fragilità del sistema esterno

Non è tutto rose e appls. Affidare informazioni a strumenti esterni espone a manipolazioni, errori di sincronizzazione, e perdita di accesso. Chi è organizzato lo sa e prevede ridondanze: backup multipli, controllo di qualità, segnali ridondanti. La resilienza del sistema è la vera differenza tra un organizzato curioso e un disordinato metodico.

“So if our understanding of our memory ability is wrong this suggests that we will either overuse or underuse reminders. That is a feature not a bug.”

Daniel T. Gilbert Professor of Psychology Harvard University.

Gilbert sottolinea un punto clinico: l uso dei promemoria non è sempre ottimale. Le persone organizzate hanno modi per calibrare l uso dei promemoria in rapporto ai costi cognitivi e ai rischi dell esternalità. Non si tratta di accumulare app e strumenti, ma di scegliere quali diventeranno parte del tuo ambiente cognitivo permanente.

Pratiche non ovvie degli organizzati

Le abitudini che ho osservato non sono quelle che trovi negli articoli di consigli pratici. Evitano la sovrabbondanza di categorie e preferiscono regole di aggiornamento semplici. Non hanno mille etichette. Hanno poche regole che funzionano e che sono testate in condizioni di stress. Per esempio aggiornare il sistema solo quando succede qualcosa di significativo non per ogni minima variazione. Questo crea informazioni più credibili.

La gestione degli errori come valore

Un punto che pochi menzionano: le persone organizzate trattano l errore come un dato di progetto. Quando un promemoria manca o la sincronizzazione fallisce, c è una procedura scritta. Non è arrabbiarsi con se stessi. È riconoscere un punto di rottura e renderlo meno probabile in futuro.

Un invito a smettere di idolatrare la memoria

La memoria umana non è un bene morale. Non è indice di valore personale. Chi si sente organizzato lo sa e costruisce strutture che rifuggono la cultura della performance mnemonica. Questo non rende le persone organizzate perfette. Le rende pragmatiche. Preferiscono strumenti visibili al lirismo dell inesattezza del ricordare.

Resta un ultimo tema aperto: quanto di quel sistema esterno è culturale? In Italia, dove la vita sociale e le pratiche lavorative sono spesso meno standardizzate rispetto ad alcuni contesti nordeuropei, l esternalizzazione prende forme diverse. Alcuni la praticano con agende cartacee piene di annotazioni marginali; altri attraverso workflow digitali che combinano messaggi e calendari. Non esiste una singola strada, ma un principio: progettare l ambiente cognitivo con cura.

Conclusione parziale e non definitiva

Chi si sente organizzato non si fida meno della memoria. Si fida di un ecosistema che amplifica e protegge la memoria. Questo comporta scelte, fallimenti, aggiustamenti continui. Se vuoi provare a essere più organizzato non cominciare chiedendoti come ricordare di più. Comincia chiedendoti cosa vuoi che il mondo tenga per te.

Riepilogo

Di seguito una sintesi delle idee chiave per chi vuole capire o imitare la mentalit degli organizzati.

Idea Perché conta
Esternalizzare volontariamente Libera risorse mentali e rende le priorità più nitide.
Costruire ridondanza Previene fragilità e riduce il rischio di perdita di dati o promemoria.
Regole semplici di aggiornamento Evita informazioni rumorose e favorisce segnali affidabili.
Trattare l errore come dato progettuale Migliora la resilienza e riduce il senso di fallimento personale.
Calibrare i promemoria Usare promemoria quando il costo cognitivo supera i rischi di dipendenza dallo strumento.

FAQ

1. Se non ricordo tutto come faccio a sapere cosa esternalizzare?

Non c è regola universale. Una buona regola empirica è osservare dove la tua attenzione viene sottratta: se perdi tempo a cercare informazioni o a preoccuparne la memoria allora vale la pena esternalizzare. Inizia con cose ad alto costo di errore come scadenze e appuntamenti. Valuta dopo due settimane se il sistema ha ridotto il carico mentale e mantieni solo ciò che funziona.

2. Non rischio di diventare vulnerabile se affido tutto a servizi esterni?

Sì esiste rischio. Ma gli organizzati intelligenti non affidano tutto a un unico servizio. Hanno ridondanze e controlli. Un backup locale, una copia cartacea per scadenze critiche, e una regola per la verifica periodica riducono molto il rischio. La domanda giusta non è se esternalizzare ma come farlo con resilienza.

3. La memoria esterna indebolisce la memoria interna nel lungo periodo?

Le ricerche mostrano effetti misti. In alcuni casi l offloading riduce l attivazione di certe aree cerebrali associate alla conservazione di dettagli specifici. Ma il trading off non è necessariamente negativo: liberare risorse permette migliori funzioni di ordine superiore. Il punto è scegliere cosa conviene tenere dentro e cosa fuori in base ai tuoi obiettivi cognitivi.

4. Le tecniche degli organizzati si possono adattare alla vita creativa o al lavoro intellettuale?

Assolutamente. Per lavori creativi l esternalizzazione può preservare momenti di immersione profonda evitando interruzioni dovute a piccoli compiti. Allo stesso tempo serve una pratica per riassorbire frammenti esterni in processi creativi: revisione periodica, tagging semantico e rituali di revisione che trasformano appunti sparsi in materiale lavorabile.

5. Come iniziare concretamente domani?

Non rivoluzionare tutto. Scegli un ambito critico come le scadenze professionali. Imposta un calendario unico con regole chiare per aggiornamento. Prevedi una doppia conferma per appuntamenti importanti. Dopo un mese elimina quello che non serve. L obiettivo è costruire un sistema che riduca lo sforzo cognitivo senza diventare un alibi per la disattenzione.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens. Born in Avellino, Italy, he developed a passion for cooking as a child, learning traditional Italian techniques from his family.

    Antonio trained at culinary school from the age of 15 and has since worked at prestigious establishments including Hotel Eden – Dorchester Collection (Rome), Four Seasons Hotel Prague, Verandah at Four Seasons Hotel Las Vegas, and Marco Beach Ocean Resort (Naples, Florida). His work has earned recognition such as Zagat's #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas, Wine Spectator Best of Award of Excellence, and OpenTable Diners' Choice Awards.

    Currently, Antonio shares his expertise on Italian recipes, kitchen hacks, and ingredient tips through his website and contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo. He specializes in authentic Italian cuisine with modern twists, teaching home cooks how to create flavorful, efficient, and professional-quality dishes in their own kitchens.

    Learn more at www.antoniominichiello.com

    https://www.takeachef.com/it-it/chef/antonio-romano2

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