Sentirsi ingabbiati dentro la versione peggiorata di se stessi è una sensazione che non si cancella con una parola gentile. La terapia narrativa lavora sul tessuto delle storie che ci raccontiamo fino a strapparne i fili più stretti e a ricucirne altri più utili. Non è magia. È lavoro linguistico e relazionale che cambia il modo in cui le cose accadono dentro di noi. In questo pezzo provo a spiegare cosa funziona davvero e dove si annidano i limiti. Qualcosa di personale ci entra sempre.
Che cos e la terapia narrativa e perché non e solo raccontarsi
La terapia narrativa nasce da pratiche sviluppate da terapeuti che si sono stancati dell idea che la persona sia un oggetto da diagnosticare. Si parte da un nocciolo semplice e potentissimo. La persona non e il problema il problema e il problema. Questa frase ha trasformato il modo di pensare le sofferenze come etichette da incollare sul soggetto invece che come eventi che agiscono sulle sue relazioni e sul linguaggio che lo abita.
Questo spostamento non significa evitare responsabilita. Significa dare il primo gesto di libertà possibile: separare chi sei da quello che ti accade. E in quell intercapedine si può scegliere come parlare di sé. Questa scelta e politica e terapeutica allo stesso tempo. ([dulwichcentre.com.au](https://dulwichcentre.com.au/michael-white-legacies/?utm_source=openai))
Una cosa pratica che cambia tutto
La tecnica dell esternalizzazione consiste nel nominare il problema come qualcosa di esterno. Non e piu io che sono ansia ma c e qualcosa chiamata ansia che mi visita. Sembra banale finche non provi a farci conversazione. La conversazione sposta il potere. Quando parliamo con l ansia e la descriviamo impariamo a osservare le sue mosse e a smontare i copioni che la alimentano. Questo e il punto preciso dove la narrazione diventa azione.
Perche riscrivere una storia non e rinnegare il passato
Riscrivere una storia non equivale a cancellare la memoria. E piu simile a riorganizzare le scene di un film cosi che la trama non ti faccia inciampare ogni volta che attraversi la strada. Ci sono avvenimenti che restano. La differenza e il peso che gli attribuiamo. La terapia narrativa lavora su quei pesi e su chi ce li ha messi addosso. Spesso non e solo un lavoro individuale ma culturale. Le storie dominanti su genere classe razza religione entrano in te senza permesso.
Questa modalita mette in discussione le diagnosi che riducono la complessita a etichette e apre spazio a versioni meno patologiche e piu capaci di futuro. Non e una promessa di guarigione immediata ma una proposta concreta di riorientamento. ([en.wikipedia.org](https://en.wikipedia.org/wiki/Narrative_therapy?utm_source=openai))
Quando non funziona come promesso
Ora la parte scomoda. Non tutte le persone trovano in queste conversazioni la strada utile. Alcuni contesti culturali non accettano la separazione netta tra persona e problema. Alcune sofferenze richiedono interventi strutturali e non solo riposizionamenti narrativi. La terapia narrativa non e un kit universale. E uno strumento potente ma non onnipotente. Io credo che pretendere che parli solo a parole sia ingenuo. Il contesto sociale spesso chiede cambiamenti pratici prima che narrativi.
Le pratiche che fanno la differenza
Non basta dire che ci sono nuove storie. Bisogna imparare a identificarle coltivarle e condividerle. I terapeuti usano tecniche precise. Si cercano minute di eccezione quei momenti in cui la storia dominante non tiene. Si pratica il ricordo selettivo per rimarcare scelte e risorse. Spesso si invitano testimoni esterni che ascoltano senza giudizio e rivelano parti della storia che al protagonista non erano visibili. Questo processo e lento e non lineare ma costruisce robustezza.
Le persone che ho incontrato nella mia esperienza fumano meno la narrativa del colpevole e cominciano a raccontarsi come soggetti che deliberano e reagiscono. Non sempre il cambiamento e spettacolare. Molto spesso e sottile e per questo piu resistente.
“The person is not the problem the problem is the problem.” Michael White Australian social worker and founder of the Dulwich Centre.
Questa frase di Michael White rimane una bussola per chi pratica e per chi cerca aiuto. Non e solo uno slogan. E una lente che cambia la mappa delle responsabilita e dell agency individuale. ([europeanfamilytherapy.eu](https://europeanfamilytherapy.eu/michael-white/?utm_source=openai))
Perche io credo che la narrativa sia anche etica
La terapia narrativa chiede una posizione etica netta dal terapeuta. Non ti dice cosa rifare ma ti mette di fronte alle contraddizioni del tuo linguaggio. Questo rende il lavoro intrinsecamente politico. Non perche debba essere militante ma perche il gesto di reclamare il proprio racconto sfida strutture che spesso escludono. La mia opinione e che qualunque intervento psicologico che ignora le storie collettive e la distribuzione del potere e incompleto.
Una parola sulla formazione dei terapeuti
Non e raro trovare operatori che usano il linguaggio narrativo come abbellimento senza cambiarne la sostanza. La formazione autentica e faticosa. Richiede pratica nella domanda che apre e nel silenzio che ascolta senza riempire. Non e una tecnica da manuale. E una pratica relazionale che richiede responsabilita e consapevolezza culturale. Chi lo fa bene lo sa e lo sente ogni giorno.
Implicazioni pratiche per chi legge
Se ti incuriosisce l approccio puoi cercare conversazioni che esplorano alternative e non soluzioni immediate. Se sei un professionista non usare la narrativa come trucco retorico. Se sei semplicemente curioso ricorda che riscrivere non elimina la verita ma la riorienta. Non e terapia fai da te ma e un modo per ripensare la relazione che hai con i tuoi ricordi senza rimanere intrappolato.
Conclusione aperta
La terapia narrativa non e un atto di fede. E un invito a guardare le proprie storie con occhio critico e con un poco piu di agenzia. Non promette miracoli ma restituisce parole con cui muoversi nel mondo. Se dovessi essere schietto direi che e piu utile a chi e disposto a tollerare l ambiguita che a chi cerca soluzioni nette. Questo puo piacere o infastidire. A me interessa perche contiene responsabilita e possibilita insieme.
| Concetto | Cosa significa | Perche conta |
|---|---|---|
| Esternalizzazione | Separare il problema dalla persona | Riduce la vergogna e crea spazio per cambiare |
| Riacquisizione di autorita | Riconoscere scelte e risorse ignorate | Trasforma il ruolo da vittima ad autore |
| Testimoni esterni | Persone che ascoltano e riflettono senza giudizio | Validano e amplificano alternative narrative |
| Contesto culturale | Analisi delle storie dominanti | Mostra come il potere plasma la narrazione personale |
FAQ
Che differenza c e tra terapia narrativa e parlare con un amico?
Parlare con un amico spesso produce conforto ma raramente struttura la conversazione in modo da individuare i copioni ricorrenti e i loro effetti pratici. La terapia narrativa adotta strumenti per rintracciare eccezioni e per accompagnare la persona nel riformulare la storia in modo praticabile e sostenibile. Il terapeuta usa domande specifiche e talvolta coinvolge witness esterni per offrire una prospettiva che non e solo empatica ma anche riflessiva.
Serve un terapeuta specializzato o posso applicare i suoi principi da solo?
Alcuni principi base come notare le eccezioni e nominare il problema possono essere sperimentati da soli. Tuttavia molte delle pratiche piu complesse richiedono una guida esperta per non diventare fughe linguistiche. Il rischio di autodidattica e di ripetere narrazioni che sembrano nuove ma sono solo cosmetiche. Se vuoi sperimentare fallo con consapevolezza e disponibilita a cercare aiuto se emerge sofferenza profonda.
La terapia narrativa e riconosciuta a livello scientifico?
La terapia narrativa ha una base teorica consolidata e una comunità internazionale di pratiche e formazione. La ricerca empirica e in crescita ma non e vastissima come per altri approcci. Questo non la rende meno valida ma suggerisce che la sua efficacia e spesso dipendente da fattori contestuali e dalla qualita della relazione terapeutica. In molti casi ha mostrato risultati utili specialmente nel ridurre stigma e migliorare senso di agency. ([en.wikipedia.org](https://en.wikipedia.org/wiki/Narrative_therapy?utm_source=openai))
Ci sono limiti culturali a questo approccio?
Assolutamente. Molte culture concettualizzano l identita in modo diverso e la separazione netta tra persona e problema puo apparire straniante o addirittura offensiva. La pratica piu matura riconosce queste differenze e si adatta piu che imporre. Per funzionare davvero la terapia narrativa deve essere sensibile al contesto e pronta a lavorare con i discorsi collettivi che formano le identita.
Quanto tempo serve per vedere cambiamenti narrativi?
Dipende. Alcune persone sperimentano cambiamenti sottili ma percepibili in poche sedute. Altre impiegano mesi o anni. La misura non e tanto la velocita quanto la robustezza del cambiamento. Le riformulazioni narrative che resistono sono spesso lente e graduali ma piu difficili da erodere dalle pressioni sociali.
Se vuoi approfondire i lavori fondativi di Michael White e David Epston puoi iniziare dalle pubblicazioni del Dulwich Centre e dalle raccolte di testi critici sulla pratica narrativa. Ci sono buone risorse pratiche e teoretiche per chi desidera andare oltre la curiosita.